Lista di controllo SEO on-page

In questo articolo potrai incontrare termini ed acronimi specifici; se ti approcci al mondo della SEO come principiante ti consiglio di partire dalla lettura del nostro articolo introduttivo per poi seguire fino a qui. Nella categoria SEO per tutti troverai tutti gli articoli pubblicati fin ora!

Benvenuto alla lista di controllo SEO on-page. La SEO on-page è una delle poche cose di cui hai il pieno controllo nel mondo della SEO ed oggi scoprirai quali sono tutti i passaggi necessari per la crescita del traffico di ricerca al tuo sito.

Se sei nuovo, e non conosci ancora alcune terminologie, possiamo dire che la SEO on-page è la pratica di ottimizzazione delle pagine web per aiutarle a posizionarsi più in alto nei motori di ricerca. Iniziamo!

Intento di ricerca

L’intento di ricerca è la ragione che sta dietro ad una query di ricerca di un utente.


ESEMPIO

Se nella barra di ricerca digito “costumi da bagno” magari mi aspetto di trovare alcuni annunci di vendita di costumi da bagno che possono fare al caso mio. E così succede:

Alla prima posizione Google ci mostra proprio quello che l’utente si aspettava.


Allo stesso modo puoi digitare sulla barra di ricerca la tua parola chiave obiettivo per capire che tipologia di contenuti Google ritiene più adatti all’intento di ricerca dell’utente. È molto importante fare ciò poiché se non soddisfiamo l’intento di ricerca probabilmente i nostri contenuti non si posizioneranno.

Analizzare tra i primi risultati di ricerca è proprio come usare le lenti di Google, ossia possiamo studiare le pagine che Google ritiene più adatte per rispondere alla query di ricerca per la quale vogliamo posizionarci.

Non ti resta che prendere nota dell’intento di ricerca premiato da Google e passare al prossimo step.

Aumentare rilevanza all’argomento di una pagina

Uno studio ha scoperto che, di media, la prima pagina posizionata per una parola chiave obiettivo è posizionata fra i primi 10 posti anche per circa altre 1000 parole chiave. Questo indica che è molto importante trovare dei sottoargomenti di interesse per aumentare la rilevanza ad un certo argomento del tuo contenuto.

Come fare per trovarli?

Analizza le migliori pagine posizionate

Entra nelle prime pagine posizionate e analizza le parole chiave (diverse da quella primaria) utilizzate all’interno del contenuto.

Nell’immagine abbiamo evidenziato le parole chiave secondarie che abbiamo trovato nel primo paragrafo di questa pagina posizionata al 1 posto per la query “Le migliori proteine in polvere”.

Autosuggerimenti di Google

Quando digiti la tua parola chiave obiettivo, nella barra di ricerca Google, l’algoritmo ti suggerirà alcune query di ricerca; ed essendo suggerite proprio dall’algoritmo di Google utilizzarne alcune potrebbe risultare molto vantaggioso!

È molto importante assicurarsi che siano tutti sottoargomenti davvero collegati e quindi fare una scelta fra le query suggerite da Google.

Il modo migliore per valutare queste query è quello di visitare la pagina dei risultati di ognuna e confrontare il contenuto di questi risultati con il contenuto dei risultati della nostra query principale. Se dovessero risultare abbastanza diversi allora converrebbe trattare quel sottoargomento come un argomento a se stante in una nuova pagina e quindi non utilizzabile per il contenuto che stiamo costruendo in quel momento.

Usa la sezione “Le persone hanno chiesto anche”

Un ultimo metodo è quello di consultare le sezioni “Le persone hanno chiesto anche” (circa a metà pagina) e “Ricerche correlate” (a fine pagina) per svolgere lo stesso processo spiegato nella sezione soprastante.


CONSIGLIO

Tutti questi metodi sono facili e veloci da applicare, bensì è proprio come tirare ad indovinare. Infatti non possiamo sapere con certezza se le parole chiave secondarie che troviamo possono davvero aiutare il nostro contenuto.

Una soluzione, purtroppo a pagamento, esiste: usare lo strumento “content gap” di ahrefs; questo strumento ci permette di analizzare le parole chiave comuni alle prime pagine posizionate per una certa parola chiave obiettivo. Senza dubbio uno strumento utilissimo!


Uso di URL corti e descrittivi

Alcune ricerche hanno evidenziato una chiara correlazione fra il numero di caratteri nell’URL ed il posizionamento in SERP; in particolare si è scoperto che le prime pagine posizionate sono spesso caratterizzate da URL brevi.


ESEMPIO

Se abbiamo un articolo che si chiama “Le 50 migliori proteine in polvere del 2021” un buon URL potrebbe essere “migliori-proteine-in-polvere”.


Ci sono anche altri benefici che vorrei farvi notare:

  • Le persone cliccano le pagine che rispondono meglio alla query di ricerca, quindi degli URL descrittivi e fatti su misura possono sicuramente aiutare.
  • Gli URL descrittivi tendono ad includere le tue parole chiave obiettivo, questo ha molti vantaggi dal punto di vista SEO.

Se hai già URL lunghi e poco descrittivi ma hai del buon traffico (può capitare se hai già fatto successo quando la SEO non aveva tutte queste sfaccettature) allora in questo caso non fa differenza mantenerli come sono.

Usa la tua parola chiave obiettivo

Il passo sucessivo è quello di includere la tua parola chiave obiettivo nel titolo, nella descrizione (meta description) e tag H1.

Ci sono due motivi principali per i quali dovresti farlo:

  1. La ricerca, menzionata precedentemente, sulle parole chiave ha evidenziato inoltre una correlazione tra il posizionamento delle pagine in SERP ed il posizionamento strategico della parola chiave.
  2. Può aiutare gli utenti a capire subito che la tua pagina risponde al loro intento di ricerca.

ATTENZIONE, non è necessario creare parole chiave a corrispondenza esatta; Google è sufficientemente intelligente per capire da solo, perciò preoccupati solo di creare un contenuto pertinente. Molti studi hanno evidenziato la non presenza di parole chiave a corrispondenza esatta all’interno dei primi risultati di ricerca relativi a quella stessa parola chiave; più comprensibilmente: se scriviamo “Orologi di classe” nella barra di ricerca Google noterai che i primi risultati non presentano neanche una volta la parole “di classe” al loro interno.

Ottimizzazione immagini con l’uso di alt tag

L’utilizzo di alt tag ti permette di fornire testi descrittivi alle immagini che utilizzi all’interno delle tue pagine. Ad occhi inesperti questa attenzione può sembrare insignificante, ma al giorno d’oggi sta diventando sempre più importante e voglio darti qualche motivo:

  • Quando la tua immagine non si carica apparirà il testo alternativo come sostituto (sicuramente renderà più di un’immagine che non carica).
  • Si stima che più di 40 Italiani su 100 abbiano problemi alla vista e con l’alt tag possiamo permettere la lettura della nostra immagine.
  • Il testo alternativo permette di posizionare le tue immagini su Google immagini; il che porta altro traffico verso il tuo sito.

Aggiungi dati strutturati

Nell’immagine puoi vedere un esempio di ciò che si intende con dati strutturati.

Prima di tutto devi sapere che non tutte le tipologie di dati strutturati creano dettagli aggiuntivi in SERP. Il ruolo principale dei dati strutturati, infatti, è quello di rendere più facile per i motori di ricerca capire di cosa trattano le tue pagine. Quindi anche se non è un fattore di posizionamento potrebbe aiutarti a posizionarti più in alto su Google.

Come generare dati strutturati? Puoi seguire la guida “Structured Data Markup Helper” di Google oppure, se usi WordPress, puoi generarli facilmente con l’utilizzo di alcuni plugin.

Contenuto facile da leggere

La cosa più importante nel web è fare in modo che gli utenti stiano nelle nostre pagine per leggere o guardare quello che abbiamo da dire. Dal punto di vista SEO questo è molto importante in quanto Google analizza alcuni segnali degli utenti come il tempo di permanenza ed il tempo nella pagina per influenzare Il posizionamento. Possiamo quindi dire che il nostro obiettivo è quello di non spaventare i nostri utenti con muri di testo o disposizioni complicate.

Eccoti alcuni consigli:

  • Scrivi come parli
  • Usa frasi brevi e paragrafi
  • Non utilizzare parole troppo complesse

Se sei arrivato fin qua facilmente significa che questo articolo è un buon esempio di contenuto leggibile.

Se vuoi maggiore certezza puoi usare uno strumento gratuito chiamato “Hemingway Editor” il quale darà un voto al tuo testo (ti consiglio di puntare al 5 o 6 grado).

Questa è la lista di controllo SEO on-page di DGA Logica, facci sapere nei commenti se hai qualche altro consiglio da condividere!

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